(articolo VALDARNOPOST.IT)

Il Valdarno ancora non ha risposto, Capalbio si. Le due mozioni del Movimento 5 Stelle sui rifiuti non sono state recepite dai consigli comunali valdarnesi ma da quello del comune grossetano. In maniera congiunta, infatti, erano state presentate nelle tre province dell’Ato Toscana Sud: Arezzo, Siena e Grosseto. Al centro dei documenti la richiesta dell’abrogazione proprio degli Ato e dell’annullamento della procedura di gara per l’assegnazione del servizio a Sei Toscana.

Alla conferenza stampa indetta nella sede del Movimento 5 Stelle di San Giovanni era presente, oltre a tanti rappresentanti valdarnesi, la deputata Federica Daga che è la prima firmataria dell’interrogazione indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per sapere la posizione del Governo, in considerazione del fatto che “talune regioni hanno approvato leggi regionali che sembrerebbero discostarsi dai principi richiamati nella normativa statale ed europea assunta a fondamento della disposta soppressione delle AATO di cui agli articoli 148 e 201 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152.”

“Abbiamo portato la questione in parlamento. Si tratta di un momento particolare adesso perchè ci sono le elezioni. Esiste anche un livello europeo”.

Tommaso Pierazzi, Movimento 5 Stelle San Giovanni: “Speriamo che la notizia di Capalbio possa portare gli altri consigli comunali a fare proprie le nostre mozioni”.

E poi l’avvocato Donella Bonciani che spiega nei dettagli le mozioni e la battaglia che sta portando avanti il Movimento 5 Stelle del Valdarno

“Noi abbiamo presentato queste due mozioni. La notizia è che qualcosa si muove. Il comune di Capalbio ha approvato la prima, quella sulla modifica della legge regionale e sull’approvazione dell’Ato. Si tratta di una cosa importante. Purtroppo i sindaci dei nostri comuni non lo hanno fatto e hanno deciso di astenersi o di bocciare il documento. Ma noi abbiamo detto che la legge regionale deve uniformarsi ai principi della normativa nazionale. Il sistema si può cambiare ma ci vuole la volontà politica. L’errore grosso è il gestore unico su area vasta. Se guardiamo le linee guida del Ministero non è opportuno dare l’affidamento dei rifiuti a un gestore unico ma bisogna individuare lotti omogenei e dare affidamenti sui singoli lotti. Altrimenti ci ritroviamo in una struttura dove il peso dei singoli comuni è inesistente e dove il servizio affidato è inefficiente e costoso”.

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