qqqqDa oltre un mese nel nostro paese abbiamo un semaforo guasto in un punto critico (immissione via Venezia in Lungarno Don Minzoni), dove tutto il traffico proveniente dalla stazione ferroviaria e dalla Coop esce in direzione Firenze e Arezzo; 100 metri prima vi è un altro semaforo, teatro di ripetuti incidenti negli ultimi decenni con ripetute demolizioni del muretto di recinzione della villetta Becattini, angolo via Venezia con via Trieste; nonostante numerose richieste dei proprietari (agli atti del comune) nulla è mai stato fatto. La risposta la indoviniamo noi: “per riparare una centralina semaforica ci vogliono anche più di mille euro”… Dunque un comune con 160 dipendenti, che ha un giro di affari superiore ai 20 milioni di euro/anno, non è in grado di rispondere in tempi “da buon padre di famiglia” ad una piccola ma evidentissima emergenza. E’ come se un imprenditore con 160 dipendenti e con un giro d’affari di oltre 20 milioni di euro/anno, al guasto di una delle tante betoniere, rispondesse ai suoi lavoratori ed ai suoi clienti in attesa: “per ora, per fare la calcina usiamo le palette”… Dove sta il vero problema? In quei cittadini che accettano queste immonde condizioni, a proprio rischio e pericolo, ormai anestetizzati ed ebetizzati da “venditori di pentole”, incapaci di reagire allo sfascio del paese e succubi di un sistema che punta solo al lucro di pochi infischiandosi anche dell’inquinamento cancerogeno prodotto per i loro figli (un esempio i futuri effetti delle “nostre” discariche ciclopiche…). Ma 1111 (millecentoundici) cittadini hanno mostrato di voler reagire a questo sistema, e questo numero è destinato inesorabilmente a salire, ed è solo questione di tempo… Agli altri noi diciamo: RIVOTATELI…

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