Nell’incontro svoltosi il 5 Ottobre a Cavriglia sul tema dell’arrivo in Valdarno di diverse centinaia di migliaia di metri cubi di terre, provenienti dallo scavo meccanizzato del passante TAV fiorentino, il sig. Ivano Ferri così commentava in merito alla loro composizione: “… l’area mineraria è un luogo sacro che si recupera con terre buone e se non è buona se la riportano a Firenze e noi la faremo controllare passo passo e non è vero che quello che arriva è un rifiuto (…) terreni in tabella A sui quali si può coltivare grano, patate e pomodori e mangiarle. Questo è quello che arriverà qui da noi per la collina 1…”
A questo punto visti gli ultimi eventi che hanno portato la Procura di Firenze ad aprire un indagine sul cantiere dell’alta velocità fiorentino ci chiediamo se davvero possiamo stare tranquilli, fidandoci di quello che il sindaco di Cavriglia senz’altro in buonafede ci garantisce.
Sono due i filoni dell’inchiesta: uno relativo alla sicurezza, in particolar modo al materiale usato come copertura delle gallerie dell’alta velocità, che non sarebbe abbastanza resistente al fuoco e l’altro relativo a reati ambientali per lo smaltimento dei fanghi di risulta dello scavo meccanizzato. Tra l’altro anche la famosa “talpa” Monnalisa è stata sequestrata perché pare assemblata con articoli scadenti e poco sicuri.
I pm titolari dell’indagine, Gianni Tei e Giulio Monferini, gli investigatori del Ros e del corpo forestale, ritengono che siano state smaltite migliaia di tonnellate di fanghi prodotti dagli scavi: in parte sarebbero scaricate nelle falde acquifere e in parte fatte passare come meno inquinanti e quindi conferite in discariche non adeguate. Secondo la Procura con questo sistema le ditte appaltatrici hanno abbattuto i costi e guadagnato di più.
Essendo il Valdarno direttamente interessato al conferimento delle terre della TAV ci si chiede se l’inchiesta in corso, che ipotizza un collegamento diretto fra le ditte di movimento terra e smaltimento rifiuti e la camorra, possa vanificare in primis il progetto di realizzazione delle due colline schermo e che fine potranno fare le cosiddette “compensazioni” previste per il disagio subito dai comuni interessati.
Abbiamo sempre sostenuto, insieme al gruppo No TAV Tunnel di Firenze che il sottoattraversamento TAV è un opera costosa, inutile e dannosa per il territorio e speriamo che questa indagine possa finalmente far luce sui reali giochi economici e di potere, anche criminale, che ci sono dietro la sua realizzazione, mentre in piena crisi vengono tagliati i servizi sociali basilari per i cittadini.
Nell’indagine infatti sono coinvolte 31 persone tra politici, imprenditori e funzionari pubblici disposti a chiudere un occhio sulla reale pericolosità delle terre e dei fanghi di scavo, che sono rifiuti, per collocarli in qualche discarica o sito non autorizzato.
Noi come MoVimento 5 Stelle Valdarno seguiremo con estrema attenzione lo svolgimento delle indagini e informeremo i cittadini correttamente sugli sviluppi futuri: siamo certi che è interesse di tutti garantire la sicurezza e la legalità del nostro territorio.

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