Siamo purtroppo nuovamente a parlare di decisioni non condivise con l’amministrazione sangiovannese.

La notizia apparsa nei media locali, relativa al cambio di destinazione urbanistica da industriale a commerciale della zona di Sant’Andrea, ci ha fatto sobbalzare e vorremmo far ragionare i cittadini su quale impatto avrà sul commercio locale.
La creazione di un’area commerciale in una zona cosi lontana dal centro della città riduce le speranze che l’amministrazione comunale voglia impegnarsi per qualificare o riqualificare il centro storico.
La stangata parcheggi a pagamento ancora non è stata digerita dai commercianti del centro e porterà nel 2014 conseguenze molto serie, inoltre la prospettiva della creazione di una nuova area, che potrà decentrare quel passeggio che ancora a stento resiste nel centro storico, fa tanta paura.
Non solo ai commercianti ma anche a tutti i cittadini perché esempi della creazione di zone commerciali lontane dal cent
ro li abbiamo accanto al nostro comune: il centro storico di Montevarchi è sotto gli occhi di tutti e quello di Figline si sta avviando sulla stessa strada. Allora ci domandiamo a gran voce perché mai una amministrazione ha la MALSANA idea di avvallare la possibilità di decentrare il commercio?
Sicuramente la nostra voce è completamente fuori dal coro dei partiti, che hanno dato il loro assenso al cambio di destinazione, ma secondo noi non deve MAI essere privilegiata la grande distribuzione o le grandi marche (outlet) a discapito delle realtà commerciali locali presenti nel corso e nel centro di San Giovanni.
Sono negozi storici spesso a conduzione familiare che, questo è bene ricordarlo, sostengono l’amministrazione anche economicamente, da decenni.
E’ molto importante che tutti insieme facciamo sentire la nostra voce affinché sia ben chiaro che il centro di San Giovanni Valdarno non deve essere lasciato morire e che se l’amministrazione vuole lavorare per il commercio lo faccia, impegnandosi per tutte quelle attività che già esistono e non solo per cercare soldi freschi derivanti dagli oneri urbanistici di nuove strutture.
Ma finire l’Ex casa del Fascio? Ma completare Borgo Arnolfo (Cementorrore a guardia di Porta Aretina, fermo da due anni)? Ma rispondere alla modifica del regolamento ZTL che i sangiovannesi hanno protocollato il 21/11/2012 per aiutare la fruizione del centro storico da parte di tutti? Come tutti sanno il territorio sangiovannese è saturo di costruzioni, cementificare ancora non è la soluzione. L’edilizia o è sostenibile o non è più onestamente una proposta valida. Il nostro centro storico, capolavoro urbanistico mondiale, si sta desertificando. Riqualifichiamo l’esistente e custodiamo i pochi lembi di terreno rimasti, creiamo una nuova economia a misura d’uomo. Per Sant’Andrea sognamo un’isola ecologica funzionante, orti condivisi e magari una stazione idroelettrica che sfrutti il salto d’acqua degli Urbini.

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