Apprendiamo, ormai senza grande stupore, che la ASL 10 rischia un improvviso commissariamento, per un deficit di bilancio di due milioni di euro, a causa di una restrizione dei fondi nazionali. Ben poca cosa se si confronta con la situazione della Regione Toscana, che per far quadrare il bilancio contabile chiude i battenti delle sale operatorie per interventi programmati al fine di “recuperare” 60 milioni di euro.   Avviene allora una banale e semplice equazione: meno soldi e più tagli sui servizi, non sia mai su stipendi dei manager, sui loro premi di produttività che dovrebbero essere erogati su un pareggio di bilancio e non su disavanzi, o sulle consulenze ed uffici inutili.
L’assessore Artini, intervenuto martedì 20 novembre in commissione sanità, ha riportato pedissequamente quanto dichiarato dai vertici ASL affermando che le chiusure “temporanee” delle sale operatorie, e quindi il taglio completo dei posti letto di chirurgia dell’ospedale di Figline, è per consentire l’usufrutto delle ferie dei dipendenti. E’ come dire che un reparto è chiuso per ferie (ben 2 mesi).
“Non si è avuta nemmeno la decenza di chiarire la situazione reale” dichiara il portavoce e consigliere del MoVimento 5 Stelle  Frallicciardi, membro della IV commissione “infatti, sembra che si stia tentando ipocritamente di nascondere il ricorso a manovre disperate per evitare il default”.
“La politica, la cui incapacità e la mancanza di programmazione purtroppo si riversano sui servizi sociali e sanitari,  confida  sempre nella reattività del bradipo che altro non è che la rassegnazione del cittadino.”
“Sono incomprensibili le giustificazioni, i doppi giochi, le affermazioni di grande effetto“ incalza Frallicciardi “dietro cui è possibile nascondere la deriva della sanità regionale e locale.”
I portavoce del Movimento 5 Stelle di Figline e Reggello chiedono i motivi per cui nessuna amministrazione comunale sia stata messa al corrente di un possibile commissariamento della ASL 10 provocato da un deficit di bilancio e che attualmente assume il sapore di un ricatto: o taglio dei servizi o commissariamento. Eppure i Comuni sono gli interlocutori della ASL, non sono ectoplasmi di fronte al pianeta sanità, rispondono anch’essi dei servizi socio-sanitari e del loro livello. Ed anche se l’assessore Artini dichiara che i Comuni “non possono fare niente di fronte alle decisioni delle ASL” gli ricordiamo che il sindaco è responsabile della salute dei cittadini del suo territorio e che il consiglio condivide questa responsabilità.
“Ci domandiamo “ proseguono nell’analisi i consiglieri del M5S “quale sia stata la programmazione sanitaria in questi anni, visto che si spendono 7,8 milioni di euro per delle sale operatorie e si chiudono gli interventi programmati per uno “sforamento di bilancio” di 2 milioni. A questo punto bastava non spendere 7,8 milioni e salvare i posti letto e gli interventi di tutta l’ASL.”
“Ed inoltre “si chiedono ancora i consiglieri “il personale medico, infermieristico etc. che si sarebbe dovuto occupare degli interventi programmati, intanto cosa farà? Non sono anche questi stipendi non utilizzati e soldi pubblici gettati?”
“Vogliamo considerare che fine faranno le liste d’attesa?” si chiede Saverio Galardi, Portavoce e capogruppo in consiglio comunale a Reggello per il MoVimento 5 Stelle “Spostando tutti gli interventi dopo il 31 gennaio 2013, si avrà un accumulo ed un ovvio collo di bottiglia nell’evadere tutte le richieste, rallentando l’offerta di salute per i cittadini”.
“Per dirla con la consigliera dell’UDC- Salvare il Serristori, Clara Mugnai, cosa ci dobbiamo aspettare dopo le elezioni politiche e quelle per il Comune Unico? Forse la soppressione completa dell’Ospedale Serristori?”

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