La scorsa settimana la protesta in Italia da nord a sud ha dilagato: studenti, precari, disoccupati e semplici cittadini, tutti insieme contro le politiche rigoriste di questo governo che si avvia verso la fine. No ci sono state risposte da parte delle istituzioni se non una violentissima repressione delle forze dell’ordine. Anch’esse coinvolte in questa guerra tra poveri dove da una parte si protesta per un futuro che non c’è’ è dall’altra si cerca di contenere la violenza con altra violenza.
La crisi si è’ abbattuta tremendamente e sono le fasce più povere ad essere massacrate dal governo Monti. Un governo tecnico che piace tanto all’Europa ma che in Italia sta portando il debito verso i due miliardi di euro, con una disoccupazione ed una recessione mai viste.
La violenza delle persone in piazza esplode perché le loro voci non trovano ascolto, perché i problemi della scuola e del lavoro non sono all’ordine del giorno nell’agenda di governo. Anche in Val di Susa ci sono state proteste e il motivo e’ lo stesso: i cittadini non vengono ascoltati.
Quando il MoVimento 5 Stelle entrerà in Parlamento finalmente il popolo troverà un interlocutore, finalmente saranno i cittadini a parlare e a fare delle proposte. Solo dal dialogo tra i cittadini e le istituzioni si può arrivare alle soluzioni altrimenti non restano che i fumogeni e i manganelli.

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