Il Movimento 5 Stelle di San Giovanni Valdarno , dopo l’assemblea tenutasi il 4 Ottobre a Santa Barbara (Cavriglia),  sul tema: “Le terre di scavo delle TAV Fiorentine in Valdarno”, esprime molta preoccupazione.
Il sindaco di Cavriglia ha dichiarato, con estrema chiarezza, la sua posizione in relazione al fatto che sarà un controllore attento e vigile in merito alle verifiche che ci saranno sulle terre di scavo della TAV.
Nonostante le buone parole del sindaco emergono alcune preoccupazioni. Queste derivano da alcune riflessioni fatte alla luce dei fatti, già accaduti  fuori dal Valdarno e che riguardano queste terre. Al momento l’unico dato estremamente chiaro è la sottovalutazione del problema, l’approccio non abbastanza approfondito della situazione da parte dei primi cittadini.
Tra i tanti i campanelli di allarme possiamo ricordare quello del “Centro di Geotecnologie”. Questo dovrebbe monitorare la qualità delle terre dei tunnel. Il problema per niente secondario è che la persona che verrà incaricata di eseguire i controlli è la stessa persona che ha fatto la relazione geologica e geotecnica del progetto definitivo del Passante fiorentino. Non esistono dubbi in merito alle competenze del geologo, non è questo il punto. Il fatto è che il controllore è il controllato coincidono! Sono la stessa la persona! Lasciamo al lettore le conclusioni da trarre.
Altro punto di riflessione è la delega data ad ARPAT per il controllo delle terre. ARPAT di fatto è stato l’ente che, grazie al suo intervento, ha tenuto bloccato fino ad ora le terre di scavo della TAV a Firenze dichiarandole rifiuti.
L’ARPAT attualmente possiede risorse appena sufficienti per la propria sopravvivenza. Come ha detto recentemente l’ingegner Parenti – ex presidente dell’Osservatorio Ambientale – in una audizione in Comune di Firenze, i monitoraggi effettuati finora da ARPAT sui cantieri TAV sono stati finanziati dall’Osservatorio stesso, altrimenti non ci sarebbero stati. Meno risorse significa meno controlli, meno controlli significa più rischio ambientale e sanitario per le popolazioni vicine all’intervento.Il sindaco di Cavriglia, Ivano Ferri, comunque afferma: “non mi interessa quel che dice il decreto Clini, le terre devono essere pulite e basta!”. Questo affermazione non ci rassicura affatto. Il motivo sta nel fatto che recentemente è entrato in vigore il decreto 161 del 10 agosto 2012 che, con un abile colpo d’inchiostro, trasforma quelli che finora sono stati definiti rifiuti in “sottoprodotti” autorizzandone così il loro conferimento in luoghi diversi dalle discariche autorizzate.
Un particolare subdolo e pericoloso del decreto  è nell’articolo 1:  “I materiali da scavo possono contenere, sempreché la  composizione media dell’intera massa non  presenti  concentrazioni  di  inquinanti superiori ai limiti massimi previsti dal presente Regolamento,  anche i  seguenti  materiali:  calcestruzzo,  bentonite,   polivinilcloruro (PVC),  vetroresina,  miscele  cementizie  e   additivi   per   scavo meccanizzato”. Il significato di questo passaggio è che il livello di inquinamento non viene stabilito in ogni singolo lotto di terra, ma sull’intera massa prodotta. Il campionamento degli inquinanti sarà compiuto ogni 5000 metri-cubi di terra prodotta, circa 1 camion ogni 200, ma il livello in base al quale il materiale potrà essere considerato “rifiuto” – da conferire in discarica – sarà sull’intera massa prodotta. Un camion “buono” ogni 200 e tutti i camion diventano “buoni”.  Sarebbe un po’ come se un parcheggio “buono” a pagamento mi garantisse 200 parcheggi gratuiti non pagati. A voi il giudizio.
Si potranno avere molte analisi che stabiliscono un lotto contaminato, ma si potrà decidere il suo conferimento in discarica solo se TUTTO il materiale avrà concentrazioni superiori a quelle prescritte. I sindaci e i cittadini del Valdarno dovranno sapere che non potranno fermare un treno che fosse contaminato, ma dovranno aspettare che tutto il materiale sia accumulato nelle colline artificiali previste e POI fare una media delle analisi di TUTTI i terreni conferiti.
L’impressione del comitato NOTUNNELTAV  di Firenze e quella del Movimento 5 stelle di San Giovanni Valdarno è quella  che questo decreto sia uno strumento legislativo subdolo che servirà a smaltire terreni inquinati con il principio della diluizione.
Dopo l’incontro una domanda continua ad assillarci. Cosa accadrebbe se l’intera mole delle colline realizzate avesse limiti di contaminazione superiore a quanto prescritto? Teoricamente andrebbe rispedita al mittente. Ma davvero pensiamo che Nodavia sia disponibile a riprendersi quasi 3 milioni di metri-cubi di terre inquinate, “o come dicon tutti” sottoprodotti, per poi portarle in una discarica che non esiste? Chi pagherebbe il controesodo di camion da Santa Barbara al nuovo sito?
Col tempo il decreto in vigore dal 6 ottobre 2012 si sta dimostrando sempre più un frutto avvelenato della potentissima lobby del cemento e tutti, cittadine/i di Firenze e del Valdarno, dovrebbero opporsi a progetti folli che, oltretutto, aumentano la spesa pubblica a scapito dei cittadini per il vantaggio di pochi.
 Il territorio del Valdarno è da troppo tempo considerato una discarica per i rifiuti di Firenze (Podere Rota a Terranuova, Case le Borra a Figline Valdarno e Santa Barbara a Cavriglia).
Ci batteremo perché questo scempio non venga portato ancora avanti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *